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mercoledì 5 ottobre 2016

Spiritualità, le basi.


 
Foto gentilmente concessa da Simone Buffon - Copyright di Simone Buffon


E’ da un po’ di tempo che stavo pensando di scrivere qualcosa su questo argomento così complesso e intricato ma come per ogni mio articolo attendo conoscenze, esperienze, ispirazione.
In tanti hanno già trattato di questo  e se vorrete gradire vi offro la mia visione dell’argomento, nella piena libertà di espressione e di parola. Siate liberi di cogliere da questo scritto ciò che più bene può farvi nella vista.
La definizione di spiritualità che troviamo nei dizionari o più semplicemente anche su Wikipedia è:

“Termine che riguarda, a grandi linee tutto ciò che ha a che fare con lo spirito,
ha svariate accezioni ed interpretazioni (ecc.)”


Partiamo da qui.

Innanzitutto le basi tecniche: è necessaria una propria coscienza per provare l’esperienza della spiritualità e quindi di essere consapevoli della propria esistenza nell’Universo, questa è dunque una prerogativa dell’Uomo che ha così la capacità di rapportarsi con i suoi simili, la Natura e il Divino.

La coscienza del Sé è data da quell’energia che è l’Anima Umana, che interagendo con il cervello produce pensieri, parole, azioni. E’ grazie a questa che vi sto scrivendo, con il supporto non meno importante del mio spirito accompagnatore, (descritto in un vecchio articolo), che mi dona l’ispirazione.

Certo è che il mio cagnolino non prenderebbe mai in mano una penna per scrivere elucubrazioni sull’anima, pur donandomi sempre tanto affetto. L’Uomo ha questo aspetto con cui si confronta ogni giorno da quando arriva sulla Terra.

Spiritualità non è solo un termine ma un vero e proprio modo di affrontare la vita, i problemi, le gioie, i dolori, ed cresce con noi, lentamente.

Come già descrissi in precedenza (vedi link), non è necessariamente collegata ad una religione ma è collegata alla nostra Anima. Caro amico che leggi, se sei convinto di non avere un’anima mi dispiace per te ma sei in minoranza, prova chiederti quale processo biochimico ti ha portato a leggere il mio articolo fino adesso… E se la maggior parte delle persone nel mondo credono nell’esistenza di questa, o sbagliano tutti o qualcosa sotto sotto ci deve essere…

Ecco dunque la mia definizione, dalla quale partiremo per ragionamenti più complessi:

“La spiritualità è la capacità nonché prerogativa umana di avvalersi della propria Anima
come fonte di conoscenza per affrontare temi nel mondo tangibile e non.”

Grazie a questa capacità possiamo guardare il mondo in modi nuovi, possiamo cogliere l’essenza delle cose, accettare la possibilità che oltre quello che tocchiamo c’è di più e spostiamo la nostra ricerca anche nel mondo che la nostra vista non percepisce ma che il cuore sente, cercandone le relazioni non solo con la scienza ma anche con l’ausilio di questa nostra capacità intrinseca, permeata di religione o meno, con lo scopo di raggiungere un perfetto equilibrio.

 Annica
 
Ringrazio Simone Buffon per la bellissima foto concessa.

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giovedì 10 aprile 2014

Spiritualità e religiosità



immagine dal web
La spiritualità esiste.
La religione senza spiritualità non esiste.
La prima cosa che appare evidente è che l'essere religioso dipende strettamente dalla spiritualità in quanto la religione si addentra in una serie di concetti che trattano tutto ciò che è filosofico e spirituale, come anima, spirito, essenza, ma la differenza sostanziale tra i due stati è che la spiritualità è libera, personale, sempre diversa in ogni individuo pensante mentre la religione appare quando un gruppo di persone si unisce in un credo solo, una fede che li accomuna.

La spiritualità può essere diversa a seconda della cultura, dell'evoluzione interiore, dell'amore ricevuto e non ricevuto, può essere semplice o complessa, ma soprattutto unica ed individuale.

La religione si presenta per dogmi fissi, supportati da interpretazioni e letture spesso di testi antichi e ritenuti sacri per quella religione come il Corano per l'Islam, la Bibbia per il Cattolicesimo, Torah per l'Ebraismo ecc.. anche nelle religioni ci sono diramazioni di credenze diverse come nell'Islam ad esempio c'è la parte Sciita e quella Sunnita... comunque le basi si somigliano per ogni religione e soprattutto in tutte alla fine si risale ad un creatore unico chiamato nei modi più disparati, Allah, Dio, Yahweh, anche nelle religioni politeiste c'è sempre un padre degli Dei.

L'Uomo è di natura portato ad avere una spiritualità innata conferitagli al momento in cui entra in lui l'Anima Umana... 
Poi ognuno con la sua spiritualità può affermare di averla o meno :-) ma la stessa parola  "spiritualità" contiene la parola spirito... Allora si può dire di non avere spiritualità con il suo spirito.

Purtroppo le religioni hanno portato e portano ancora oggi a fanatismi deleteri per l'Umanità come genocidi, crociate, guerre chiamate "sante"... Chiaro è che comunque anche una persona spirituale può essere preda di fanatismi... solo che è da sola e non in gruppo.

Un'altra differenza tra spiritualità e religiosità:

LA RICERCA DELLA VERITA' è della persona spirituale
LA CERTEZZA DI AVERLA IN MANO è del religioso.


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mercoledì 15 gennaio 2014

L'Enneagramma delle 9 tipologie psicologiche



Quella dell'enneagramma è la teoria delle personalità più vecchia esistente, infatti non se ne conosce esattamente l'origine e nai secoli ha subìto l'influenza di culture diverse, è stata contaminata dalla cabala, dalla cultura ebraico-cristiana e, secondo alcuni anche dal buddismo.

Alcuni studiosi ne datano l'origine intorno  a 2000-3000 anni fa, per essi venne ideato tra l'India dell'est, la Persia e l'Asia cnetrale dove i maestri spirituali di quei popoli crearono questa sorta di mappa dell'anima prendendo spunto dalle religioni diffuse a quel tempo. Quando poi si impose il culto islamico quelle antiche conoscenze si fusero diventando patrimonio della filosofia Sufi, un movimento esotericoreligioso che circa nel 1000 d.C. sorse nelle regioni centro meridionali dell'Asia.

Il sufismo, dall'arabo al-tasawwuf (pratica purificatrice) si occupava della realtà interiore dell'individuo, con lo scopo di raggiungere stadi superiori di perfezionamento interiore. Questo movimento viene denominato ancora oggi nafsa-ffyyatalinsani-yat ossia "psicoantropologia".

Per procedere nel cammino spirituale i sufi ritenevano di non poter tralasciare un'analisi classificatoria delle caratteristiche spirituali che però veniva espressa con un linguaggio occulto, composto di enigmi, numeri, figure, quindi l'enneagramma si affermò come insegnamento esoterico.

Sin dagli inizi veniva tramandato oralmente da maestro a maestro e veniva insegnato in "sette", fino alla seconda metà del '900 quando approdò in occidente attraverso Georges Ivanovich Gurdjieff, studioso nato nel 1870 e morto nel 1949, dopo aver viaggiato per tutta l'Asia ed aver incontrato diversi maestri di varie culture e religioni. Egli però rimase colpito dai Sufi e Dervisci ed attraverso questi conobbe l'enneagramma. Egli non lasciò nessun scritto ma la sua interpretazione ci è oggi nota grazie alle opere del suo allievo P.D. Ouspenskij.

Gudjieff arrivò ad individuare 3 centri dell'essere umano, ossia 3 meccanismi autonomi d'azione che compongono la "meccanica umana", abbiamo quindi il centro intellettivo, emotivo, viscerale.

L'enneagramma divenne uno strumento psicologico nel 1970 grazie ad Oscar Ichazo e al suo allievo, lo psicoterapeuta Claudio Naranjo che tradusse l'enneagramma in una vera e propria tecnica di indagine psicologica.

L'enneagramma è una figura geometrica, lungo la circonferenza ci sono 9 punti distranti 40° l'uno dall'altro e ciascuno corrisponde ad un tipo psicologico. Le linee a un punto all'altro rappresentano le tappe del cammino evolutivo:

rispettare il copyright - Vania Boninsegna
 Nei prossimi articoli dipaneremo la matassa dell'enneagramma e descriveremo le caratteristiche di ogni tipologia psicologica, pregi, difetti, lezioni da imparare.


Annica


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martedì 5 novembre 2013

L'Assoluto

Un termine che indica il TUTTO ed allo stesso tempo il NIENTE, che non prevede classifiche, confronti, 
nemmeno la nostra immaginazione può arrivare a tanto nè il nostro intelletto capire.

Noi cerchiamo di visualizzarlo o immaginarlo come DIO, 
ma quello che arriva nella nostra mente non può essere e non è Assoluto.

Infatti 
"trascende ogni qualificazione ed ogni relazione umanamente concepibile"(Toshihiko Izutsu, Sufismo e Taoismo)

L'uomo non riesce a pensare o parlare di un qualcosa senza qualificarlo, 
limitandolo ad una forma ma l'Assoluto non ha alcuna relazione con nulla, 
è indeterminabile e quindi inconoscibile.

E' l'UNO, ma non l'unità della molteplicità nè l'uno opposto a molti.

Immutabile, indefinibile, inconoscibile, il Mistero dei Misteri.

Non è positivo o negativo, non è buono o cattivo benchè meno giusto o sbagliato.

Non ha limiti, non ha volto, non ha parola, nè luogo, nè tempo.

Dobbiamo capire che va oltre l'umana comprensione e non ha sentimento alcuno.

E', e basta.

Questo articolo non contiene immagini poichè non vi è immagine fisica dell'Assoluto.

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lunedì 6 maggio 2013

Diavolo nell'Ebraismo - il capo accusatore di Dio

Immagine dalla rete - Giobbe
Nell'Ebraismo non esiste il concetto di diavolo come nel Cristianesimo o nell'Islamismo. In ebraico, il termine biblico ha-satan (שָׂטָן) significa "l'avversario"o l'ostacolo, o anche "l'accusatore" (sottolineando così che Dio viene visto come il Giudice finale).


Nel Libro di Giobbe (Iyov), ha-satan è la qualifica, non il nome proprio, di un angelo sottomesso a Dio: egli è il capo-accusatore della corte divina. Nell' Ebraismo ha-satan non è malvagio, ma piuttosto indica a Dio le cattive azioni ed inclinazioni dell'umanità. Essenzialmente ha-satan non ha potere a meno che gli umani non compiano azioni malvagie. Dopo che Dio fa notare la devozione di Giobbe, ha-satan chiede il permesso di mettere alla prova la sua fede. A quest'uomo retto vengono sottratte la famiglia, le proprietà, ed in seguito, la salute, ma rimane ancora pieno di fede verso Dio. Alla fine di questo libro Dio appare come un mulinello d'aria, spiegando a tutti che la giustizia divina è imperscrutabile. Nell'epilogo vengono restituiti a Giobbe i suoi averi ed egli ha una seconda famiglia per "rimpiazzare" la prima che era deceduta.

Nella Torah, ha-satan viene menzionato diverse volte. L'occasione principale è durante l'incidente del vitello d'oro: come fonte dell'inclinazione malvagia del popolo, o yetserharah, è responsabile per la costruzione da parte degli Israeliti del vitello d'oro mentre Mosè era sul Monte Sinai a ricevere la Torah da Dio.
Nel Libro delle Cronache, ha-satan incita Davide ad un censimento illegale.
Di fatto, il Libro di Isaia, Giobbe, Qoelet e Deuteronomio hanno tutti passi in cui a Dio viene attribuito l'esercizio del controllo sovrano sul bene e sul male.




lunedì 30 luglio 2012

Vicini alla dimostrazione scientifica della Reincarnazione?

Inizio questo articolo con un video, si tratta dello studio del cervello, mente e coscienza nelle esperienze di premorte, e le differenze scoperte tra questi tre termini...




Nel video si dice che le esperienze di premorte dimostrano che cervello e coscienza sono due fenomeni ben distinti... il Dr. Fenwick mira ora a vedere se le persone in questo stato (premorte), riescono ad ottenere informazioni mentre non sono nel loro corpo, infatti coloro che hanno queste esperienze dicono di vedersi fuori...


Ora, in un mio precedente articolo ho descritto cos'è la Coscienza Umana, riporto un passo:


la coscienza è la parte responsabile dei pensieri e delle intenzioni che ci permette di considerare gli eventi, le persone e le cose attorno a noi, di deliberare e decidere quali sono le cose concepibili e le cose possibili, ci permette di arrivare a sapere. Possiamo dire che la Coscienza è responsabile della nostra Consapevolezza, possiamo dire che la nostra Consapevolezza è la conseguenza di come esercitiamo la nostra Coscienza.   
La coscienza intesa in questo modo è prerogativa esclusiva dell'Anima Umana




La Coscienza è quindi una funzione del Cervello, ma va ben oltre, infatti è una prerogativa esclusiva dell'ANIMA UMANA... La Coscienza è quindi un'interazione tra Anima Umana e Cervello come descrissi nell'articolo riguardante l'Anima Umana. Quello che ancora non arrivano a capire è semplicemente il fatto che non è la Coscienza ad esistere dopo la morte, in quanto funzione strettamente collegata al cervello e manifestazione di un'interazione ma è appunto l'Anima Umana! 


lunedì 16 luglio 2012

"The Secret" nella Bibbia

Bibbia - Marco 11
22 Gesù rispose e disse loro: «Abbiate fede in Dio! 23 In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: "Togliti di là e gettati nel mare", se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. 24 Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete.  
The Secret
Diamo un ordine all’Universo, facciamogli sapere che cosa vogliamo. (...)Dobbiamo credere di aver ricevuto quello che abbiamo chiesto. Dobbiamo sapere che ciò che vogliamo è nostro nel momento in cui lo chiediamo. Necessita una fede totale e assoluta. (...)Dobbiamo agire, parlare e pensare come se lo stessimo ricevendo ora (..)

Ora l'unica differenza evidente è che la Bibbia dice di avere fede in Dio per ottenere, mentre il libro The Secret dice di dare un ordine all'Universo.
Sappiamo che l'Universo è praticamente tutto quello che contiene, quindi è da intendersi come Dio? Chissà...
Comunque lo si voglia intendere questi due frammenti dicono la stessa identica cosa:

CHIEDI CON FEDE ED AVRAI CIO' CHE HAI CHIESTO.

Sembra quasi che gli autori del libro si siano "ispirati" all'insegnamento di Gesù nella Bibbia...


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lunedì 28 maggio 2012

Essere "Giusti" nel mondo

Nel mondo come noi lo viviamo abbiamo appreso fin da bambini dalla nostra cultura, dalla società, dalla nostra famiglia cosa è bene e cosa è male...
Sappiamo che è male rubare al prossimo, sappiamo che è bene dare affetto ad un amico che ne ha bisogno, sappiamo che è cosa buona l'altruismo e che non è buono l'egoismo. La Legge, scritta per regolamentare i comportamenti umani impone dei limiti per non invadere la libertà, per non ledere gli altri.
In generale comunque abbiamo una sorta di istinto innato che ci indica in fondo cosa è buono perchè quando viene fatto scaturisce dentro di noi un'emozione positiva di amore e soddisfazione che parte dal cuore. Tutti noi abbiamo una coscienza, (vedi articolo) che è strettamente collegata all'Anima Umana che tutti possediamo. Ogni Anima ha un suo stadio evolutivo ben preciso ma alla fine tutti, dentro, in fondo sappiamo in maniera innata cosa è bene e cosa è male, perchè lo sentiamo dentro.

Poi abbiamo le nostre religioni e credo, che contribuiscono a forgiare la nostra concezione del bene e del male, ma che talvolta possono mandarci in conflitto internamente, infatti, mentre per una legge ingiusta scritta da politici ci ribelliamo tranquillamente classificandola come "ingiusta", non accade la stessa cosa quando ci troviamo di fronte ad un testo sacro di cui si ha Fede. Accade allora che la nostra coscienza umana ci dice che un tal comportamento è buono e ci fa stare bene nel cuore, mentre quel testo sacro dice che è peccato, e facendo quella cosa non ci si salverà... Nell'individuo si innescano tutta una serie di ragionamenti del tipo "quella è la parola di Dio e sono io che sbaglio", "non è detto che ciò che ritengo giusto lo sia davvero secondo Dio", "sto sbagliando io, così è scritto", anche se quel determinato comportamento porta del bene sia a lui stesso e ad altri. Subentrano sensi di colpa, talvolta paranoia, talvolta suicidio.

In coscienza credo fermamente che è bene ciò che crea altro bene 
e male ciò che crea altro male, 
nei fatti...

Ognuno di noi ha un'Anima da far fruttare, ed ogni situazione, è vero, ha le sue sfumature... L'amore per il prossimo deve essere sì incondizionato ma bisogna anche ricordare che chi dona tutto se stesso, poi non ha più nulla da donare, deve misurare quel che può donare e farlo quando può e di cuore... così potrà donare di più e più a lungo perchè mantiene anche sè stesso sano e felice per poterlo fare.

Ama il prossimo tuo come te stesso diceva qualcuno... Come te stesso, non più di te stesso.

Ogni testo sacro deve essere lo spunto di miglioramento dell'Uomo, ma egli deve ricordare di ascoltare anche il cuore, dove ha sede l'Anima, l'Anima viene da Dio (intendo Spirito, quando è fuori dal corpo) e penso che Dio ci abbia dato tutte le possibilità di capire anche nel nostro cuore cosa è bene o meno, ricordando che Lui vede nei cuori, aldilà di ogni testo sacro, ispirato o meno. Facciamo di ogni occasione nella nostra vita un insegnamento e non soffermiamoci agli scritti, anche se comunque importanti ed ottimi spunti di ragionamento. 

Chi è il Giusto quindi?

C'è chi dice: chi segue alla lettera quello che dice la Bibbia.
C'è chi dice: chi segue alla lettera quello che dice il Corano.
C'è chi dice: chi segue alla lettera gli insegnamenti del Buddha

Io vi dico che è Giusto chi legge e considera tutte queste cose e altre, e che alla fine, sceglie col cuore, ricordando che possiamo sbagliare, ma quando sbagliamo possiamo imparare... Finchè siamo di carne possiamo sbagliare.

Buon Viaggio...



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martedì 1 maggio 2012

Studio biblico - Eliseo schernito e le due orse


Bibbia - 2Re, 2
23 Di lì Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: «Vieni su, pelato; vieni su, calvo!». 24 Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli. 25 Di là egli andò al monte Carmelo e quindi tornò a Samaria.


Ci si chiede come sia possibile che da una sciocca presa in giro di ragazzini Eliseo si sia offeso a tal punto da maledirli nel nome del Signore, ed il Signore abbia mandato due orse a sbranare ben 42 di questi fanciulli. Da come si legge sembra che Eliseo sia permaloso in maniera ridicola, ma non solo, sembra che il Signore appoggi questo essere ridicolo di Eliseo rendendosi anch'esso ridicolo... Inoltre non si spiega come possano due orse riuscire a sbranare 42 ragazzini, al massimo due alla volta o 3... vorrebbe dire che gli altri rimasero a guardare in attesa di essere sbranati? 


Ecco alcune spiegazioni che sono state date a questo episodio:


1.  Testimoni di Geova: 


"Astro" - Fonte yahoo answer
Eliseo, profeta di Geova, era calvo. Dopo essere succeduto ad Elia nell’incarico profetico, stava salendo da Gerico a Betel quando una turba di ragazzini cominciò a burlarsi di lui, dicendo: “Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!” Pare che il motivo principale dei loro scherni non fosse la calvizie di Eliseo, ma il fatto di vedere un calvo che indossava la nota veste ufficiale di Elia. Non volevano nessun successore di Elia lì intorno. Doveva andarsene per la sua strada fino a Betel o salire ai cieli in un turbine come aveva fatto il precedente proprietario di quella veste ufficiale. (2Re 2:11) Per rispondere a quanti mettevano così in dubbio che egli fosse il successore di Elia e per insegnare a quei ragazzi e ai loro genitori il dovuto rispetto per un profeta di Geova, Eliseo invocò il male nel nome dell’Iddio di Elia sulla turba beffeggiatrice. Fu una prova della sua identità profetica. Geova mostrò di approvare Eliseo facendo sì che due orse uscite da un bosco vicino sbranassero 42 fanciulli. — 2Re 2:23, 24.
Gli orsi bruni siriani potevano reagire con ferocia se colti di sorpresa o se pensavano che i loro piccoli fossero in pericolo. (2 Samuele 17:8; Proverbi 17:12; 28:15) Geova Dio se ne servì per eseguire

mercoledì 25 aprile 2012

Conferenza Online il 27 Aprile 2012 - Concetto di Anima





La serata sarà diretta da Vania Boninsegna che sarà anche moderatore.

E' gradita la conferma della partecipazione all'evento, tramite e-mail



all'indirizzo sezioneaurea.studio@gmail.com o tramite Facebook direttamente


sul link dell'evento.

Tutti possono partecipare, ognuno di voi porta un grande valore che potrà dar

ricchezza a questa serata.



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venerdì 23 marzo 2012

Sette e fanatismo

immagine dal web

Bibbia, Luca 9, versetti 49 e 50
Condanna dello spirito settario
49 Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci». 50 Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi». 

I fattori che concorrono alla creazione di una setta sono fondamentalmente questi:

- la leadership, molto spesso rappresentata da un leader carismatico, un capo, con forte ascendenza sugli adepti;
- il sistema valoriale ed ideologico che si traduce in pratiche e norme che regolano la vita all'interno del gruppo;
- il controllo sociale che può essere più o meno intenso, e che in alcuni casi dà vita a tribunali interni in grado di emettere sentenze e punire i trasgressori;
- la richiesta di un impegno totale dell'adepto e del suo lavoro volontario e gratuito;
- la difficoltà di vivere un rapporto familiare sereno per chi è all'interno di un'aggregazione settaria;
- la difficoltà per il familiare esterno di vivere una normale relazione affettiva con il suo congiunto all'interno del raggruppamento;
- la imposizione di recidere i legami con il passato e soprattutto con la famiglia d'origine.

Quando le pretese del gruppo iniziano ad aumentare, chiedendo tempo, denaro, impegno, è un campanello d'allarme.
Se il membro non riesce più ad immaginare un futuro fuori o lontano dal gruppo, per uscirne occorre l'assistenza di esperti.


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Tutto questo non porta ad una vita sana per qualsiasi persona, ma ogni setta, di qualsiasi credo sia, porta a grandi problemi di relazione col prossimo, con i familiari e, non di meno con sè stessi.
Dobbiamo chiederci se davvero Dio (o qualunque nome gli si dia a seconda della religione), ci abbia davvero messi qui per rovinarci gli uni con gli altri in questo modo.
Chi fa parte di una setta inoltre si sente una sorta di prescelto, rispetto a tutti gli altri che non ne fanno parte, ma ricordiamo allora un altro grande valore, che è l'umiltà, il considerarsi il migliore rispetto al prossimo porta all'egoismo, alla mania di grandezza, alla superbia.
Di sette ce ne sono tantissime in questo periodo di riscoperta spirituale, di ogni colore, tradizione, ma ognuno di noi ha una testa per ragionare, la libertà  sta nel ricercare, studiare, non credere ciecamente, leggere, porsi delle domande. Ricordarsi che la Verità non ce l'ha nessuno tra le dita, benchè meno una setta tra le mille. Vediamo oltre il muro imposto perchè la Verità non è nè di qua, nè di là ma

"In medium stat Virtus"
La Verità sta nel mezzo.


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mercoledì 14 marzo 2012

Shooting Stars - Articolo di Spiry


Apocalisse 6,12-17 Sesto Sigillo 
Quando l'Agnello aprì il sesto sigillo,vidi che vi fu un violento terremoto. 
Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi.
Immagine dal web
Dunque, facilmente si puo' interpretare questo passo dell'apocalisse come un evento profetico distruttivo e materiale.

Ma se consideriamo il messaggio biblico nella sua integrità, ci accorgeremo che quando la bibbia si riferisce "al cielo" o "ai cieli", non si riferisce alla volta celeste fisica, ma ai mondi spirituali.

Per cui, qual'è il terremoto a cui fa riferimento ?
Un terremoto fisico o un terremoto spirituale, interiore ?

Il sole che illumina, non potrebbe essere la parola di Yahushua (Gesu') che viene oscurata dalle tante baggianate che si scrivono in giro soprattutto ultimamente ?

E le stelle del cielo, ovvero le stelle del mondo spirirtuale che identifica questa società, non potrebbero essere le nostre "star" che il mondo prende ad esempio come modelli di riferimento, quindi assegnando alle celebrità un compito "spirituale" ?

In questo senso, diamo un occhiata a quest'articolo e riflettiamoci su ....

http://neovitruvian.wordpress.com/2011/08/20/amy-winehouse-e-il-club-dei-27/



lunedì 23 gennaio 2012

Creazione... può la Genesi confermare la scienza?



photo credit: write_adam via photopin cc




Tantissimo si è discusso di questo argomento... non venendone mai a capo. Mi ha spinto a creare questo articolo un video in cui mi sono imbattuta navigando nella rete... Comincio con il riportare il testo Biblico che tratta la Creazione.






Da Genesi, versione Diodati: 
1:1 NEL principio Iddio creò il cielo e la terra. 2 E la terra era una cosa deserta e vacua; e tenebre erano sopra la faccia dell'abisso. E lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque.
3 E Iddio disse: Sia la luce. E la luce fu. 4 E Iddio vide che la luce era buona. E Iddio separò la luce dalle tenebre. 5 E Iddio nominò la luce Giorno, e le tenebre Notte. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il primo giorno.
6 Poi Iddio disse: Siavi una distesa tra le acque, la quale separi le acque dalle acque. 7 E Iddio fece quella distesa: e separò le acque che son disotto alla distesa, da quelle che sondisopra d'essa. E così fu. 8 E Iddio nominò la distesa Cielo. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il secondo giorno.
9 Poi Iddio disse: Sieno tutte le acque, che son sotto al cielo, raccolte in un luogo, ed apparisca l'asciutto. E così fu. 10 E Iddio nominò l'asciutto Terra, e la raccolta delle acque Mari. E Iddio vide che ciò era buono. 11 Poi Iddio disse: Produca la terra erba minuta, erbe che facciano seme, ed alberi fruttiferi che portino frutto, secondo le loro specie; il cui seme sia in esso, sopra la terra. E così fu. 12 La terra adunque produsse erba minuta, erbe che fanno seme, secondo le loro specie, ed alberi che portano frutto, il cui seme è in esso, secondo le loro specie. E Iddio vide che ciò era buono. 13 Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il terzo giorno.
14 Poi Iddio disse: Sienvi de' luminari nella distesa del cielo, per far distinzione tra il giorno e la notte: e quelli sieno per segni, e per distinguer le stagioni e i giorni e gli anni. 15 E sieno per luminari nella distesa del cielo, per recar la luce in su la terra. E così fu. 16 Iddio adunque fece i due gran luminari (il maggiore per avere il reggimento del giorno, e il minore per avere il reggimento della notte), e le stelle. 17 E Iddio li mise nella distesa del cielo, per recar la luce sopra la terra, 18 e per avere il reggimento del giorno e della notte, e per separar la luce dalle tenebre. E Iddio vide che ciò era buono. 19 Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il quarto giorno.
20 Poi Iddio disse: Producano le acque copiosamente rettili, che sieno animali viventi; e volino gli uccelli sopra la terra, e per la distesa del cielo. 21 Iddio adunque creò le grandi

mercoledì 18 gennaio 2012

Il "Caso"



In filosofiaun avvenimento che si verifica senza una causa definita e identificabile, contraddicendo così ogni teoria deterministica che assegna ad ogni accadimento una precisa causa;
o un evento accaduto per cause che certamente vi sono ma non sono conosciute ovvero "non-lineari", sconnesse o meglio "intricate", che non presentando una sequenza causalità-effettualità necessitata, cioè deterministica, tale da permettere l'identificazione di esse e la predicibilità degli effetti.
L'interpretazione deterministica della causalità si ritrova in quelle antiche correnti filosofiche che, concependo l'universo come creato da un Logos ordinatore, negano l'esistenza del caso in quanto tutto avviene "per necessità", sostenendo che il caso è soltanto una "ignoranza delle cause", come in tempi moderni sosterrà l'astronomo Pierre Simon Laplace.
Tratto da Wikipedia 


Quante volte sentiamo dire frasi come "Il caso ha voluto che..." o  come 

domenica 1 gennaio 2012

L'Uomo NON è Dio

Premessa: questo articolo non deve essere preso come verità assoluta poichè nessuno conosce la verità assoluta, come dice Andrè Gide, "Credete a chi cerca la Verità, non a chi la trova". Prendete quindi da questo articolo quello che ritenete importante per voi e per la vostra crescita personale. Grazie.


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Questa è l'era del progresso, nella scienza, nella tecnologia, nella robotica, nella genetica, e tantissimo altro ancora.


Come scritto in un mio articolo precedente, L'Uomo che gioca a fare Dio, potete già capire l'indole che ha questo articolo, che intende proseguire quello che ho già scritto. Non elenco altre miserie che l' "Uomo-dio" ha fatto (e sta facendo), ma ora voglio portare alla luce da dove deriva questa affermazione, dove è nata, quando, perchè ma soprattutto perchè l'Uomo non è Dio.


Chiariamo innanzitutto cosa si intende per Uomo Dio secondo le varie correnti spirituali:


1. Versione Cristiana: l'idea dell'Incarnazione; Dio che si fa uomo per redimere (Cristo) o addottrinare (Buddha) gli uomini,


2. Versione mistica: l'idea di fusione; l'anima personale che si fonde con l'Essere Universale e diventa divina facendosi e sentendosi parte di Dio;


3. Versione magica: l'idea d'imitazione; l'anima cerca di acquistare i poteri attribuiti a Dio, diventa divina in quanto le cose sono parti obbedienti di essa.


La versione magica è quella preponderante nel movimento new age nella quale il panteismo (parola che deriva dal greco pan 'tutto', e theòs 'Dio') è

lunedì 5 settembre 2011

L'Omeopatia vista dalla Chiesa

Questo articolo che ora sto creando serve per portare a fare un altro ragionamento, come uso di Sezione Aurea fare, in particolar modo sulla concezione che la Chiesa ha nei confronti dell'Omeopatia e di tutte le tecniche per il Benessere non convenzionali. 
Riporto lo scritto da questo sito: Diosalva.net  ed ovviamente, porterò quello che in questo sito non viene spiegato riguardo alle tecniche olistiche ma in particolar modo riguardo una disciplina in particolare, che personalmente conosco molto bene, ossia la Cristalloterapia


Nel sito in questione si dice:

"Le basi del princìpio omeopatico possono essere rintracciate nella lontana medicina Ayurveda, che parla di almeno due metodi di trattamento della malattia: uno, nel quale la medicina è somministrata per attaccare la malattia stessa, e il secondo, quando la medicina è somministrata affinché il colpo possa rinforzare il proprio sistema di guarigione.

Questo, e molto della profonda conoscenza dell’Oriente fu portato in Occidente dai Greci, che lo insegnarono e trasmisero nelle loro scuole esoteriche. La Medicina Ayurvedica (etimologicamente “scienza della vita”), praticata in India negli ultimi 5.000 anni, viene considerato un sistema diagnostico-terapeutico comprensivo di medicine che combinano le terapie naturali, con un approccio altamente personalizzato per il trattamento delle varie patologi. Questo tipo di medicina pone identica enfasi sul corpo, la mente e lo spirito.

La chiave di volta della Medicina Ayurvedica è la costituzione individuale (Prakryti), e una volta identificata consente di stabilire dei profili personali, che includono la forza e la suscettibilità del singolo soggetto ad ammalarsi. La Medicina Ayurvedica si basa sul concetto dei tre umori o Dosha, ne esistono tre tipi e sono conosciuti come Vata, Pitta e Kapha.

Nel 1790 l’omeopatia fu riscoperta dal medico tedesco Samuel Hahnemann all’Università di Lipsia e successivamente di Erlangen, dove si laureò nel 1779. In questo periodo entrò nella massoneria. Egli rifiutò il concetto che la malattia si dovesse curare facendo fuoriuscire dal corpo la materia malata e sostenne invece che occorreva aiutare la forza vitale a riportare l’armonia e l’equilibrio all’interno dell’organismo, con aria fresca, cibo sano ed esercizio. Il principio chiave di questo sistema, conosciuto come trattamento attraverso i simili, fu di somministrare medicine che creavano nella persona sana gli stessi sintomi che si riscontravano nel paziente ammalato. In questo modo, il meccanismo di difesa del corpo contro la malattia si supponeva che ne sarebbe stato rinforzato.

L’approccio portò a cure insolite e anche spettacolari e il metodo, nonostante l’ostilità della medicina ortodossa, acquistò notevole popolarità, che successivamente andò crescendo, fino ai nostri giorni.

Ciò che soprattutto sconcerta la medicina ufficiale, è il modo in cui l’omeopatia funziona. Poiché molte delle medicine omeopatiche sperimentate agli inizi risultavano essere molto tossiche allo stato naturale, Hahnemann provò a diluirle con una mistura di acqua e alcol. La soluzione veniva agitata con scosse rigorose prima di essere sottoposta ad altre diluizioni. Hahnemann osservò con sua grande sorpresa che le medicine così trattate risultavano essere più potenti e più efficaci. Se le medicine venivano semplicemente diluite senza essere agitate, non si verificava questo processo di “potentizzazione”. Con continue diluizioni e scosse fu invece provato la potenza poteva essere aumentata a piacimento.

Arrivati a un certo livello di diluizione, non un singolo atomo della medicina originale rimaneva; eppure, la potenza del liquido risultava ancora più alta. Questo aspetto irrazionale della medicina ha portato molti allopati a considerare l’omeopatia come non scientifica e impossibile. 

Quindi l'omeopatia è magia?

In pratica si, è una forma di magia. Da dove tragga origine l’omeopatia si può vedere leggendo poche pagine de “Il ramo d’oro” scritto dall’antropologo James G. Frazer circa un secolo fa. Al capitolo III, La magia simpatica (a pag. 32 dell’edizione Newton) si legge: per il primo principio, legge di similarità, l’effetto assomiglia alla causa; per il secondo, legge di contatto, le cose che sono venute in contatto una volta continueranno a interagire a distanza anche dopo che il contatto fisico sarà cessato. Non è difficile riconoscere i due principi dell’omeopatia, primo: similia similibus curentur; secondo, la trasmissione dei principi della soluzione madre al solvente con le succussioni. Incantesimi basati sulla legge di similarità si possono chiamare magia omeopatica o imitativa.

(...)
Come può guarire una medicina composta di 99 parti di acqua ed un sola molecola di sostanza attiva? E’ effetto placebo? Non penso….Bisogna controllare le origini…chi è il fondatore dell’omeopatia? Di quali principi si basava?
Com’è noto molti preparati omeopatici, a causa dell’eccessiva diluizione, non contengono più nessuna traccia del principio di partenza (tintura madre) eppure funzionano. Credere che il “nulla” possa avere qualche effetto terapeutico e appellarsi a vaghi concetti mai dimostrati scientificamente quali la “dinamizzazione” o la “memoria dell’acqua” sicuramente non appare molto scientifico. Le medicine omeopatiche hanno la particolarità di contenere poco o niente a livello fisico delle svariate sostanze con cui sono preparate. Portano invece impressa nei granuli di saccarosio o in soluzioni alcoliche la loro carica energetica, amplificata in vario grado con il sistema delle diluizioni. "


Cristiano Banti (1824-1904)
Galileo davanti all’Inquisizione, 1857
Carpi (MO), Collezione privata


Bene, oltre ad una breve storia dell'origine dell'Omeopatia qui si può leggere e capire come una cosa che non si sa spiegare, probabilmente per ignoranza, venga classificata come "magia". 
Quindi andiamo a svelare l'arcano magico mistero della diluizione e della memoria dell'acqua che, da quanto si legge non appare molto scientifico. Ora sveliamo la scienza dietro la non scienza :-)


Come descritto, dopo numerose diluizioni, i preparati omeopatici arrivano a non avere quasi più nulla del composto iniziale, dire che non v'è più nessun atomo del princìpio attivo è un'assurdità in quanto i princìpi attivi di solito sono molecole e poi, anch'esse sono di dimensioni così ridotte (dell'ordine dei 10 alla meno 9 metri)... altrochè 10 o 20 diluizioni ci vorrebbero per arrivare a non avere più quegli atomi nella soluzione...
Comunque sia, studi scientifici sulla memoria dell'acqua ce ne sono stati eccome, a partire dai bellissimi cristalli d'acqua fotografati dall'oramai noto Masaru Emoto dopo aver congelato acqua a cui prima erano state dette parole ben precise, ricordiamo che la parola, il suono correlato sono onde elettromagnetiche, che, s'è visto influenzarono l'acqua a tal punto da permettere la formazione di bellissimi cristalli d'acqua con parole d'amore, brutti e sformati con parole come "odio". Ma studi ben più scientifici sono stati fatti sulla memoria dell'acqua, da parte del Prof. Emilio del Giudice insieme al Prof. Giuliano Preparata, potete trovare i suoi studi sul sito www.acquainformata.eu quindi studi fatti scienziati, medici, altre info sull'influenza dei campi elettromagnetici sugli esseri viventi le trovate anche qui. Direi che non è magia ma scienza, e l'ignoranza non scusa, come dice il vigile...


Ora, insieme ad altre tecniche viene attaccata la Cristalloterapia... nel sito in questione dicono questo a riguardo:


"Essa sostiene che le pietre, i cristalli od anche le gemme contengano una carica di energia positiva capace di ristabilire il flusso energetico del corpo e della mente. La terapia consiste nell'applicare queste pietre direttamente sulle parti del corpo da curare, meglio se in corrispondenza dei chakra, cioè sui sette punti vitali-energetici che l'Induismo o il Tantrismo avrebbe individuato. Si potrebbe anche immergere le pietre nell'acqua che deve essere bevuta, o si può purificare l'ambiente in cui viviamo sistemando delle pietre nella nostra casa.
L'uso delle pietre per motivi terapeutici fa parte di una lunga tradizione sciamanica, magica e occultistica; più comunemente si usano le gemme come amuleti e talismani, che avrebbero il potere di allontanare la cattiva sorte e di proteggere dagli influssi negativi.
Questa pseudo terapia non è fondata su basi scientifiche, neanche sperimentali, e i successi o gli insuccessi sono dovuti solo ed esclusivamente ad un effetto placebo cioè legato all'autosuggestione.

Al di là dell'inconsistenza scientifica di questi metodi, come cristiani dobbiamo preoccuparci delle loro implicazioni magiche e occulte.
"


Allora, per quanto riguarda il princìpio del funzionamento della Cristalloterapia vi invito a rileggere il mio vecchio thread Cos'è la Cristalloterapia, ci tengo a ribadire che la Cristalloterapia NON CURA, usare il termine CURA è fuorilegge, secondo la legge italiana solo il medico cura. Purtroppo non ci sono ancora studi scientifici che vanno a dare uno scritto sull'efficacia della Cristalloterapia, questo è vero, e purtroppo da molti è stata usata anche in maniera scorretta, addirittura con pietre finte, di plastica, denigrando ed infangando tutto il metodo. Ricordiamo che la medicina stessa spesso si avvale di effetto placebo con ottimi risultati, ma per quanto riguarda la Cristalloterapia, c'è sicuramente un po' di autosuggestione, ma c'è di sicuro anche l'interazione di campo tra Cristalli e persona. Sarebbe utile uno studio scientifico, ma probabilmente c'è paura ad intraprenderlo per timore di essere "scomunicati" dalla classe medico-scientifica. Come l'acqua ha la capacità di immagazzinare informazioni, la stessa capacità ce l'hanno i cristalli, a livello di atomi, i campi magnetici che li circondano fanno "vibrare" il legami atomici in maniera diversa a seconda dell'intensità e del tipo di campo elettromagnetico ricevuto. Niente di più scientifico, niente di meno magico. A dare più valore ancora al tutto vi linko lo studio del premio Nobel Montagnier, la pubblicazione la troverete qui.


Quindi niente di meno diabolico di questo, che è semplicemente scienza, io invece ringrazio Dio che ci ha dato la possibilità di conoscere l'omeopatia e tutte le discipline Naturali per poter aiutare il prossimo. Ricordiamo inoltre che la medicina come la conosciamo oggi è partita dalle erbe e da quelle cose che venivano viste come stregonerie... 
Quindi meditiamo.


Infine, ma non meno importante, voglio descrivere la storia di come venne ridicolizzata l'Omeopatia.


Nel 1988 il ben noto biologo Jacques Benveniste, ricercatore del CNRS (il CNR francese), apprezzatissimo a livello internazionale, pubblica su Nature, dopo ben 4 anni di esperimenti, Human Basophil Degranulation Triggered by Very Diluited Antiserum Against IgE.
Benveniste mostra l'esistenza di effetti biologici delle cosiddette "soluzioni omeopatiche", cioè soluzioni acquose in cui le molecole del soluto sono così diluite da non essere più presenti.
Da qui la nota espressione di "memoria dell'acqua".

Ebbene, accadde immediatamente un "fenomeno" a dir poco peculiare: un "comitato investigativo" composto, tra gli altri, dal famigerato illusionista James Randi (www.randi.org), membro dello CSICOP (Commitee for the Scientific Investigation of Claims of The Paranormal), papà dell'italiano CICAP, effettuò un "raid" nel laboratorio diretto da Benveniste cercando di "smontare" l'esperimento e trovare errori e "trucchi".
In poche ore, 4 anni di esperimenti di un riconosciuto scienziato di livello internazionale vennero totalmente e profondamente ridicolizzati.

Da questo momento in poi, parlare di "memoria dell'acqua" significherà "scienza cattiva", "pseudoscienza"; eppure alcuni coraggiosi e liberi scienziati, non condizionati dalla propaganda hanno continuato e perseguìto con successo tali studi.
Basti citare per l'Italia: Vittorio Elia, Alberto Tedeschi ed il compianto Getullio Talpo.

Tratto da un articolo di R. Germano sulla rivista scientifica "La Medicina Biologica" ottobre-dicembre 2010 


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