sabato 27 agosto 2011

Teoria della Reincarnazione - 2



Continua dall'articolo precedente: Teoria della Reincarnazione - 1


In premessa voglio ancora specificare che questa è una teoria, non si può dimostrare nè l'Anima nè Dio e quindi non si presta ad essere una verità assoluta, lascio ad ogni lettore che queste parole entrino nel suo cuore e lascio alla testa di ognuno il suo legittimo discernimento.

Esperienze di Vita e Karma - I Bimbi 


Una tra le cose più difficili da capire nel Karma è il perchè nascono bimbi morti, o che muoiono poche settimane o giorni dopo la nascita, con grande tristezza e sofferenza della famiglia che lo ha amato da subito, o non si capisce che Karma dovrebbero scontare anche bimbi abbandonati nei cassonetti dell'immondizia, a morire di stenti, o bimbi di pochi anni che muoiono di malattie rare o in incidenti. Per l'Uomo risulta difficile capire il perchè una creatura così innocente e pura debba morire. 


Nel disegno divino c'è il perchè preciso di ogni cosa, ogni Anima Umana che scende sulla Terra ha il suo percorso da fare e consiste in lezioni di vita da imparare, anche l'anima di un bimbo che arriva ha qualcosa da imparare, anche quella che arriva sapendo che dopo sarebbe dovuta tornare. Come spiegato nell'articolo precedente, l'Anima Umana quando si incarna si trova a dover fare i conti con la parte Animale che deriva dal corpo fisico, di conseguenza paure, non accettazione ecc.. 
Quando si incarna in un bimbo che dovrà morire a pochi giorni dalla nascita si trova nella situazione, quando si è incarnata, di dover accettare che non potrà fare una vita intera con le gioie ed opportunità che comporterebbe, quando interviene la parte animale subentra la frustrazione del non poter vivere, una cosa che dovrà accettare prima di morire o sarà un conflitto non risolto, ma non solo, quest'anima deve accettare che perderà quella famiglia prima di potersela godere, queste sono prove molto dure. Il bambino fragile dalla nascita, lo sente che qualcosa in lui non va e che sta per morire, dovrà superare la paura di morire, altra prova difficilissima. Probabilmente le anime che si incarnano in questi casi sono tra le più evolute spiritualmente poichè le prove "karmiche" da superare sono più difficili quanto più il percorso è avanzato. 
Se il bimbo viene ucciso da un familiare (vedi abbandono nei cassonetti) dovrà inoltre accettare di essere stato ucciso dalla famiglia, deve superare il conflitto di abbandono che si crea in lui, dovrà accettare che la persona che l'ha tradito ha anch'essa il suo cammino evolutivo, sono consapevole che sembra crudele da leggere questo ma l'unica cosa che può fare è accettare, perdonare poichè odio chiama odio e il suo cammino spirituale si bloccherebbe con la conseguenza che dovrebbe probabilmente ripetere l'esperienza di sofferenza fino a capire.


Per quanto riguarda i casi di incidente, il bimbo ha pochissimo tempo per rendersi conto di quello che gli sta accadendo, a volte non se ne rende conto, in questi casi l'anima che è discesa in quel bimbo probabilmente aveva uno scopo diverso ancora, nei confronti dei genitori, ma comunque sia l'anima che scende ha un suo scopo di crescita personale, potrebbe aver avuto bisogno di reincarnarsi per superare un conflitto in quel tempo che si è prefissata di vivere, che siano uno, due, tre o 10 anni.


Esperienze di Vita e Karma - Le famiglie di questi bimbi


Quando muore un figlio è una grande e durissima prova anche per il resto della famiglia, mamma, papà, fratelli, sorelle, nonni, zii.


La mamma che lo ha portato in grembo 9 mesi ha un legame particolare ed unico col suo bimbo, lei dovrà accettarne la perdita e dovrà accettare il fatto che "suo figlio non è suo", ma è le viene prestato per crescere e per crescerlo finchè le è permesso dagli eventi e dallo stesso figlio. Per lei e per il papà è importante capire che il loro figlio ha un'anima che sta evolvendosi come la loro. La perdita di un figlio, per una madre ed un padre è una prova tra le più atroci da superare, ma necessaria è l'accettazione. Se non accettano soffrono continuamente per il resto della vita, senza avanzare nell'evoluzione spirituale e con il rischio che facciano un'altra vita con le stesse sofferenze perchè non hanno imparato e capito nella vita di prima. E' difficile e dura, ma questa è una vita effimera, una delle tante opportunità che ci siamo scelti per crescere, cogliamola. Anche sorelle e fratelli devono accettare la perdita, la possibilità di condivisione con questo fratello/sorella che non si sono potuti godere o che si son goduti per poco e lo stesso vale anche per nonni, zii. Quel bimbo non vorrebbe che la sua famiglia soffrisse così...


Un abbraccio


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venerdì 26 agosto 2011

Teoria della Reincarnazione - 1

Come avete avuto modo di leggere nel mio articolo precedente con questo post che vado a creare voglio dare una definizione sulla Reincarnazione e sulle sue dinamiche per quanto mi è possibile, spero abbiate letto anche tutto il documento che ha fatto scaturire in me la voglia di creare questo articolo, perchè il mio ragionamento parte dalle definizioni che danno le varie religioni di reincarnazione, piene di falle ed adattamenti.


Breve riassunto di come è vista la Reincarnazione nell'Induismo, da dove è appunto apparso per la prima volta tale concetto (cito dal documento in questione):


"La forma classica della dottrina della reincarnazione fu formulata in India, ma certamente non prima del 9° secolo a.C., quando gli scritti brahmani furono composti. Quando le Upanihad (tra il 7° e il 5° secolo a.C) ebbero definito chiaramente il concetto, esso fu adottato dalle altre grandi religioni orientali che ebbero origine in India, il Buddismo e il Giainismo. In seguito alla diffusione del Buddismo, la reincarnazione fu poi adottata dal Taoismo cinese, ma non prima del 3° secolo a.C."


Nell'Induismo:  "...come si evince ad esempio dall'esegesi del rituale funerario -si credeva che l'uomo continuava ad esistere dopo la morte come persona completa. Tra l'Uomo e gli dèi esisteva un distinzione assoluta, come in tutte le altre religioni politeistiche del mondo. Siamo piuttosto lontani dal concetto di una fusione impersonale con la fonte di tutta l'esistenza, che troviamo più tardi negli Upanishad. Troviamo poi Yama, il dio della morte (menzionato anche nei testi sacri buddisti e taoisti), che regnava sulle anime dei defunti (...) La giustizia divina era amministrata dagli dèi Yama, Soma e Idra (...) avevano il potere di gettare i malvagi in una buia prigione eterna(...) La premessa per l'ottenimento per l'ottenimento di una ricompensa per le proprie azioni in una nuova esistenza terrena (invece di una celeste) apparve negli scritti brahmani (9° secolo a.C.). In essi si affermava una limitata immortalità celeste, che dipendeva dalle opere e dalla qualità dei sacrifici fatti durante la vita. Dopo aver raccolto la ricompensa per queste cose, l'uomo doveva affrontare un'altra morte nel regno celeste (punarmrityu) e quindi ritornare all'esistenza terrena.


Gli Upanishad furono i primi scritti in cui si spostò il luogo della "seconda morte" dal cielo alla terra, identificandone la giusta soluzione con la conoscenza dell'identità atman-Brahman. L'ignoranza della propria individualità (atman o purusha) mette in azione il karma, la legge di causa ed effetto della spiritualità orientale (...) Secondo come si agisce, secondo come ci si comporta, così si diventa. Chi fa bene diventa bene. Chi fa male diventa male. Si diventa virtuosi con le azioni virtuose, malvagi con le azioni malvage (Brihadaranyaka Upanishad 4, 4, 5). La reincarnazione (samsara) è la via pratica con cui si raccoglie il frutto delle proprie azioni. Pertanto l'individuo è obbligato a entrare in una nuova esistenza materiale finchè tutto il debito karmico che ha accumulato è pagato (Shvetashvatara Upanishad 5, 11). Gli Upanishad giungono a considerare il destino finale dell'uomo come una fusione impersonale tra atman e Brahman, raggiungibile esclusivamente tramite la conoscenza esoterica. In questo nuovo contesto, il karma e la reincarnazione sono gli elementi chiave che segneranno da ora in poi ogni particolare sviluppo dell'Induismo."





Bene, riportato questo parto col dare la definizione della Reincarnazione come non l'avete mai letta prima, in premessa devo dire che questa è una teoria, condivisibile o meno, non si presta ad essere parola assoluta:


Innanzitutto è essenziale dire che la parte che si reincarna nell'Uomo è l'Anima Umana, quella parte che determina la Consapevolezza, la coscienza, una parte del subconscio, nonchè la personalità dello stesso, quella parte di energia che interagendo col cervello dà l'Ego della moderna psicologia.

L'Anima Umana conserva anche le memorie delle vite precedenti, la memoria infatti non è da situarsi nel cervello ma bensì nell'Anima, un esempio per far capire questo ce l'abbiamo appunto con il sonnambulismo notturno, dove la persona compie azioni che al mattino non ricorda, infatti durante il sonno l'Anima Umana esce mentre rimane a mantenere le funzionalità di base l'Anima Animale, durante la fase del sonno in certe occasioni può avvenire una forma di possessione spirituale che si manifesta appunto come sonnambulismo, la memoria di quei momenti dovrebbe restare nel cervello se fosse situata appunto nel cervello, ma così non è, infatti il cervello è un "traduttore di onde" dell'Anima e non immagazzina dati, ma quando serve li coglie dall'Anima e li traduce.


L'Anima Umana deriva dall'elemento Luce, l'elemento di cui sono costituiti gli Angeli, ma, diminuisce il suo livello energetico per entrare nel corpo fisico e fare esperienze di vita terrena. Possiamo paragonare l'Anima Umana ad una sorta di Angelo caduto sulla Terra (non i riferisco a termini biblici o quant'altro attenzione), che, mediante le esperienze di vita deve innalzare il suo livello energetico per tornare alla Luce. 


Esperienze di Vita e Karma


Quando l'Anima Umana entra nel corpo fisico subentra l'attività cosciente e si cominciano a sentire bisogni nuovi, come il bisogno di nutrirsi, di procreare, di riposare il corpo, di un riparo, di amore, tutti bisogni collegati alla parte fisica, ed è quì che subentrano i problemi comuni dell'Uomo:


RABBIA PER MANCANZA D'AMORE, PAURA DELL'ABBANDONO, TRISTEZZA, FAME...


Lo scopo dell'Anima Umana è imparare a controllare gli istinti animali sviluppando l'amore incondizionato, l'indipendenza dal prossimo. Lezioni di Vita dove l'Anima Umana deve vincere sulla parte animalesca ed egoistica. Il Dare senza chiedere in cambio. 


Il Karma non consiste nel fatto che come si agisce si diventa, come dice l'Upanishad, se un uomo uccide un altro uomo non è detto che nella vita successiva diventi di nuovo un assassino o che ci si reincarna in una persona che sarà assassinata... spiego cosa accade invece in questo caso:


Un assassino nella sua vita può pentirsi (parlo di pentimento interno, vero) del suo atto, chiedere perdono, avrebbe quindi capito, non avrebbe bisogno di reincarnarsi in un assassino poichè ha capito ed imparato a dominare la parte animale che possiede, ci sarebbe un'evoluzione spirituale in questo caso, nonostante l'atto avanzerebbe nella sua evoluzione spirituale, chi non lo perdonerebbe sono solo coloro a cui ha fatto del male in Terra, nonostante lui si sia pentito, ma questa è un'altra lezione di vita, non dell'assassino ma loro appunto, il perdonare, se non imparano a perdonare la loro evoluzione spirituale di certo non procede poichè hanno lasciato vincere la loro parte animale, il dolore purtroppo porta a questo. Non intendo giustificare l'assassino anzi, lui in vita è già punito (prigione, viene visto come mostro dalla gente, potrebbe aver paura anche di ritorsioni su di lui, a livello di coscienza poi non ne parliamo...) ma far capire qual è il punto focale del karma in un caso del genere.


Se questo assassino invece non si pente la sua evoluzione spirituale di certo non avanza, deve infatti capire l'errore, che la vita del prossimo è importante quanto la sua, che siamo Unici, imparare a chiedere perdono, il suo Karma probabilmente lo farà rinascere come una persona che viene uccisa, così capisce cosa si prova, oppure potrebbe rinascere assassino ancora, in un altro contesto con una parte animale diversa che magari gli permette di capire finalmente. Quando la sua Anima Umana impara a controllare quella animale capirà, e non importa quante vite ci vorranno... Il ragionamento che faccio va oltre la sofferenza che egli causa, infatti, in altre vite ognuno di noi potrebbe essere stato al suo posto, quindi, se chiedessimo perdono, non ci piacerebbe essere perdonati?


Una cosa è certa, di sicuro non si torna indietro, quello che si è imparato e capito rimane registrato e si va sempre avanti. Indietro no di certo, il percorso fio a quel punto è stato fatto.

Continua... 

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